Il nostro Mauro Veca intervistato da Repubblica

Milano, la minaccia del clima riporta le api in città: "Facciamo apicoltura urbana, ci sono più fiori che in campagna"

"Le mie api sono milanesi e hanno più fiori di quelle che stanno in campagna". L'apicoltore urbano Mauro Veca, che da 5 anni ha scelto di portare le arnie dalla montagna alla città, prova a rispondere così al surriscaldamento globale e agli agenti patogeni che minacciano in tutto il mondo la sopravvivenza di questi preziosissimi insetti. Secondo i dati forniti da Coldiretti, il 2019 sarà infatti l'anno nero del miele italiano, con un calo del 41% sull'intera produzione nazionale che comporterà un'impennata di importazioni dall'estero. Tempi duri per le api nostrane ai quali si prova a contrapporre l'apicoltura urbana: "Le città sono normalmente più calde e meno esposte alle intemperie di montagne e campagne, quindi - spiega l'apicoltore - ci sono più fioriture e meno rischi da maltempo per questi insetti". Veca, assieme ai suoi colleghi del network apicolturaurbana.it, ha rovesciato il tradizionale modello dell'apicoltura "nomade", che sposta cioè gli alveari per produrre diversi tipi di miele, al fine di realizzare un miele millefiori chiamato, semplicemente, "Milano". Le sue arnie, poste in aree sia periferiche come il quartiere Baggio, che centrali come via Padova, in un anno di grande crisi hanno retto il colpo e gli permettono di mandare avanti la sua attività: "Faccio solo vendita diretta e a questa - tiene a spiegare - abbino l'attività didattica, con la quale riesco a sbancare il lunario".

Fonte Repubblica.it
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