Perché fare apicoltura urbana

Ogni anno perdiamo il 40% degli alveari

Agricoltura intensiva, l’uso diffuso e onnipresente di pesticidi e i cambiamenti climatici stanno decimando la popolazione degli insetti impollinatori. Queste sostanze chimiche, progettate per uccidere gli insetti, sono ampiamente utilizzate e diffuse nell’ambiente, specialmente nelle aree agricole.

Ogni anno perdiamo il 40% degli alveari

Agricoltura intensiva, l’uso diffuso e onnipresente di pesticidi e i cambiamenti climatici stanno decimando la popolazione degli insetti impollinatori. Queste sostanze chimiche, progettate per uccidere gli insetti, sono ampiamente utilizzate e diffuse nell’ambiente, specialmente nelle aree agricole.

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Sono le colture che finiscono sulle nostre tavole, merito del lavoro delle api

1500 mln €/anno

E’ il totale del valore che l’impollinazione delle api determina alle coltivazioni di interesse alimentare in Italia

Un ruolo essenziale negli ecosistemi

In alcune regioni della Cina, a causa della scomparsa delle api, i contadini sono costretti ad impollinare manualmente le piante.  Il valore di questo servizio, offerto gratis dalle api di tutto il mondo, è stato stimato in circa 265 miliardi di euro all’anno.

Apicoltura urbana nel mondo

Apicolturaurbana.it promuove e sostiene l’apicoltura in contesti urbani come strategia per risolvere lo spaventoso problema della scomparsa delle api dal nostro pianeta. La città è diventato un luogo protetto per questi fondamentali insetti impollinatori, un ambiente lontano da pesticidi e concianti utilizzati invece in modo massiccio nelle campagne.

Apicolturaurbana.it promuove e sostiene l’apicoltura in contesti urbani come strategia per risolvere lo spaventoso problema della scomparsa delle api dal nostro pianeta. La città è diventato un luogo protetto per questi fondamentali insetti impollinatori, un ambiente lontano da pesticidi e concianti utilizzati invece in modo massiccio nelle campagne.

New York, Parigi, Londra, Berlino...una realtà

Superano il migliaio gli apicoltori di Londra iscritti alle diverse associazioni, a New York ci sono centinaia di alveari e a Parigi si produce miele sui tetti degli hotel di lusso e sui musei. Questi sono soltanto alcuni esempi ma sono molteplici le città che abbracciano questa nuova forma di protezione della biodiversità.

Sfatiamo i falsi miti

  • Non è vero che le api sono pericolose per te o per il tuo vicino di casa
  • Non è vero che fare apicoltura urbana è complicato o richiede molto tempo
  • Non è vero che il miele prodotto è inquinato dall’aria della città
  • Non è vero che per poter fare apicoltura urbana siano necessarie complicate autorizzazioni
  • Non è vero che il miele prodotto è poco e non giustifica il tuo impegno
  • Non è vero che è possibile tenere le api sul balcone

Vuoi anche tu produrre miele nel giardino di casa e al tempo stesso proteggere le api?

La normativa

Come puoi immaginare, posizionare un’arnia sul balcone di un condominio, non è una buona idea. Una delle tante problematiche è per esempio che le api sono attirare dalle luci artificiali. A meno che non si tratti di un tetto, la posizione migliore dove fare apicoltura è sicuramente un giardino sufficientemente ampio che rispetti le distanze minime. E’ sempre bene informare della tua iniziativa i tuoi vicini di casa.

La Legge 24 dicembre 2004, n. 313 disciplina le regole per la salvaguardia sanitaria e sicurezza dell’attivita di apicoltura. Richiede una registrazione dell’apiario all’ Ufficio veterinario ASL di competenza territoriale. Sono anche definite le distanze minime da rispettare. “… Gli apiari devono essere collocati a non meno di dieci metri da strade di pubblico transito e a non meno di cinque metri dai confini di proprietà pubbliche o private. Il rispetto delle distanze di cui al primo comma non e’ obbligatorio se tra l’apiario e i luoghi ivi indicati esistono dislivelli di almeno due metri o se sono interposti, senza soluzioni di continuità, muri, siepi o altri ripari idonei a non consentire il passaggio delle api. Tali ripari devono avere una altezza di almeno due metri. Sono comunque fatti salvi gli accordi tra le parti interessate.

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